Behind RIA

BEHIND RIA


Mi chiamo Alessandro Monti e vi racconto come è nato il mio progetto, presentarmi a chi non mi conosce, a chi pensa di conoscermi e come sono arrivato a RIA.

Per vent’anni ho fatto il barman, anche se a volte mi sono sentito un po’ psicologo dal momento che diventi confidente, punto di riferimento, presenza costante. Metti da parte i tuoi problemi, sorridi, scherzi, reggi l’energia del locale, perché basta poco per cambiare l’atmosfera o mettere a disagio qualcuno.

Da questo lavoro sono nati anche rapporti veri, alcuni diventati amicizie che porto ancora con me oggi e per questo sono grato.

Nel frattempo però, vivevo una quotidianità sempre più difficile da gestire. Occasioni non colte, progetti lasciati a metà, una direzione che non sentivo più mia. Ad un certo punto ho capito che stavo forzando qualcosa che non mi apparteneva più.

 

Cambio un attimo discorso…

 

Ho sempre avuto un grande amore per la musica rock, fin da piccolo. Era metà anni ’90, ricordo che la prima è stata In Utero dei Nirvana, poi Nevermind, Reload dei Metallica e poi ne arrivarono tante altre. Quella musica mi ha preso subito, aveva qualcosa di diverso, di vero, mi caricava e allo stesso tempo mi rilassava.

Per me il rock è questo: emozione pura. Racconta storie, momenti, stati d’animo in cui è facile riconoscersi. È anche per questo che oggi fa parte del brand ma lo approfondirò meglio nella sezione dedicata al progetto musicale.

Indosso bracciali, anelli, piercing, non per apparire ma perché mi rappresentano. Ho un anello con il teschio, simile a quello indossato da Slash: evoca un po’ il rock ma è anche un modo per esorcizzare la morte. Un altro mio anello è quello del Buddha, che rappresenta spiritualità, calma, equilibrio. Un altro è quello del Mamuthones, legato alla mia Sardegna, alle mie origini, un posto con un’energia che è difficile spiegare se non la vivi.

Non sono contraddizioni. Sono parti di me e non hanno valore per ciò che sono, ma per ciò che per me rappresentano.

Perché tutta questa lunga premessa?

 

Ottobre 2024 – Durante un periodo complesso della mia vita, ho iniziato a creare bracciali per me, senza un piano preciso. Avevo ordinato delle pietre e il vario materiale; avevo solo bisogno di distrarmi, di tenere la mente occupata con qualcosa che mi facesse stare bene, qualcosa di mio.

Li indossavo, li cambiavo, li modificavo. Intanto le persone intorno a me — amici, conoscenti, sconosciuti — hanno iniziato a chiedermi dove li avessi presi. Ricevevo apprezzamenti sinceri.

Molti mi chiedevano di venderli, ma ho sempre rifiutato, sono molto pignolo: non venderei mai qualcosa solo per guadagnarci. Se comprassi qualcosa, vorrei essere davvero soddisfatto del prodotto finale.

In più, ad ogni bracciale avevo dato un significato preciso e mi chiedevo: che senso ha, se per chi lo indossa è solo estetica? In quel momento ero semplicemente questo: il tester di me stesso. Cercavo di capire cosa migliorare, cosa mancasse.

Fino ad ora.

Nell’estate del 2025, dopo diverse riflessioni, ho deciso di lasciare il mio lavoro da bartender a tempo pieno. Non è stato semplice, ma per la prima volta ho messo il mio benessere al primo posto.

Nei mesi successivi ho iniziato a costruire qualcosa che sentissi davvero mio. Realizzai la prima bozza del logo mentre ero al mare ed una volta finito non avevo dubbi, racchiudeva tutto ciò di cui avevo bisogno.

Prima però, devo fare un passo indietro di qualche mese…

Dopo una serie di accadimenti spiacevoli accumulati negli anni e senza più energie mentali, a gennaio 2025 ho deciso di staccare da tutto e tutti. Sono partito per un lungo viaggio tra Thailandia, Laos, Vietnam e Bali.

Se dovessero chiedermi il perché, di preciso non saprei dirlo. Sentivo solo che era il momento di smettere di farmi troppe domande, di non pensare alle conseguenze, ai soldi spesi, ai giudizi travestiti da consigli.

Durante quel viaggio ho capito una cosa semplice: quando una scelta è davvero tua, anche se non va come previsto pesa meno. Quello che sembra un errore a volte è solo un cambio di direzione. Modifichi il percorso e ti ritrovi in un posto che non avevi immaginato ma che è giusto per te.

Molti contrattempi sono lezioni che arrivano quando sei pronto, ti ridimensionano e allo stesso tempo ti fanno apprezzare di più quello che hai davanti: la semplicità, la natura, il silenzio, l’equilibrio tra ciò che senti e ciò che vivi.

È qui che nasce l’altra metà di RIA. L’ispirazione dal Tao, opposti che sembrano lontani che in realtà si completano ma con la forma del plettro, quindi la chitarra, quindi il rock. La soluzione era davanti a me: Rock In Asia.

Agosto 2025 – Ero al mare con le cuffie nelle orecchie, non ricordo il brano ma potete immaginare il genere. A volte ciò che cerchi è già lì, devi solo riconoscerlo. Per me è stato così semplice, logico.

Con RIA non volevo creare qualcosa di moda, volevo creare qualcosa che parlasse e che avesse un senso. Qualcosa che qualcuno potesse guardare anche solo per un secondo e pensare: questo mi rappresenta.

Ogni bracciale e ogni collana nascono da un significato: ispirazioni che arrivano da musica, luoghi, film, spiritualità ed esperienze vissute. Le pietre, i colori, gli abbinamenti non sono casuali; si incrociano con una storia, con quello che c’è dietro, la mia ma anche quella di chi lo indossa.

Di questo progetto non parlavo con nessuno, non volevo influenze né giudizi, sapevo cosa cercavo e mi bastava quello. Le idee arrivavano e tutto iniziava a prendere forma, senza improvvisare, testa e cuore ad unisono ed è stato gratificante farlo diventare reale.

Più di tutto però, ci tenevo davvero tanto ad una sola cosa: che fosse vera. Qualcosa che non fosse solo mia ma in cui anche altre persone potessero rivedersi nel significato di RIA e porterò questa filosofia con me.

Perché?

Credo possa esserci un’idea reale e che ci appartenga, anche dietro un bracciale o una collana.
Credo che possiamo essere tutti persone migliori ma non perfette.
Credo nella lealtà.
Credo nei momenti negativi perché credo anche nella pazienza e la resilienza nel sapersi rialzare al momento opportuno.
Credo che a volte tutto ciò che ci serve sia più semplicità in ciò che facciamo e viviamo.
Credo che l’effettivo valore di ognuno dipenda da quanto vero decidi di essere e dalla propria serenità.
Credo nei rapporti autentici.
Credo che non esistano certezze ma esistano opportunità.

È così che ho capito che dovevo creare RIA, solamente aprendo il mio cuore.

Alessandro Monti